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Convegno "Fare Welfare: con la comunità che cambia alla ricerca di percorsi innovativi"

La due giorni di dibattito e riflessione che FAM dedica al welfare come strumento per l’innovazione, la crescita e lo sviluppo delle comunità. Nell’occasione sarà presentato il nuovo Tavolo Tematico FAREWELFARE, che si occuperà di valorizzare le buone pratiche realizzate a livello locale.

dal 29/03/2012 alle 00:00 al 30/03/2012 alle 00:00

Dove Villa Gandolfi-Guastavillani, Bologna

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Un’opportunità per condividere esperienze e progetti sperimentati sul territorio nazionale, partendo dalle complesse trasformazioni sociali, economiche e demografiche che hanno radicalmente cambiato i bisogni dei cittadini negli ultimi anni. E’ questo il significato dell’iniziativa organizzata dalla Fondazione Alma Mater"Fare Welfare. Con la comunità che cambia alla ricerca di percorsi innovativi".

Benché nella letteratura di settore siano già presenti studi e contributi che inquadrano l’esperienza delle forme non profit e private di welfare, manca ancora in Italia un’analisi empirica ad ampio raggio che metta a confronto le micro-esperienze avviate nei diversi contesti territoriali in differenti momenti storici e che possa portare a individuare modelli o ipotesi originali sull’impatto reale - in termini finanziari, distributivi e organizzativi - di tali forme di integrazione al welfare pubblico. Con uno sguardo attento anche ai modelli di servizio più avanzati, esistenti nei vicini paesi europei, come Germania, Francia, Olanda.

L’obiettivo è quello di utilizzare una prospettiva multi-dimensionale e fortemente pragmatica all’esplorazione delle nuove forme di integrazione al welfare pubblico. Una sfida che la Fondazione Alma Mater ha raccolto mesi orsono, ponendo le basi per la costruzione di un nuovo spazio di lavoro in materia di responsabilità sociale. Ne è nato un Tavolo Tematico che, coinvolgendo competenze scientifico -accademiche e aziendali, intendesostenere e coadiuvare le istituzioni locali nella progettazione di soluzioni ai nuovi rischi sociali.

"Il Tavolo Tematico FAREWELFARE" – ha spiegato il Presidente di FAM Francesco Vella aprendo i lavori del convegno – "intende andare oltre la semplice analisi delle esperienze già attivate sul piano del welfare aziendale, cooperativo e sindacale. Scopo precipuo di questo vero e proprio laboratorio è la creazione di concrete sinergie tra i diversi attori pubblici e privati del territorio, individuando priorità ed esigenze in termini di servizi alla persona, per un welfare a 360° che si traduca in modelli di governance attenti ai temi dell’inclusione sociale, delle politiche di conciliazione famiglia-lavoro e di altre forme di flessibilità".

Dopo i saluti del Prorettore alla Ricerca dell'Università Dario Braga, del Presidente dell’Istituto Carlo Cattaneo e Direttore Scientifico del Tavolo Elisabetta Gualmini e del Direttore Risorse Umane di Alfa Wassermann Francesco Bonvicini, il dibattito è subito entrato nel vivo, affrontando il tema delle possibili sinergie tra welfare pubblico e privato.

Coordinata da Roberto Rizza, Sociologo del Lavoro all’Alma Mater, questa prima sessione di interventi ha visto confrontarsiMarco Gaiba per Coop Adriatica - "Le risposte e le soluzioni anche in ambito locale e di territorio di prossimità sul Fare Welfarepossono e devono essere orientate al soddisfacimento non solo del bisogno primario ma dell’insieme delle necessità che i singoli individui e le comunità nel loro complesso esprimono al fine di affermare il diritto/dovere di nuova cittadinanza e per favorire una nuova idea del governo della cosa pubblica"Marc Buisson per Day Ristoservice - "Da sempre alla ricerca della massima qualità del servizio, cerchiamo di facilitare l’interrelazione tra l’amministrazione pubblica e i clienti privati per dar forma concreta a un sistema di gestione della responsabilità sociale efficace ed efficiente"Maurizio Fabbri per l'Università di Bologna - "Il sistema deve prevedere l’appartenenza di tutti i servizi a un medesimo contesto istituzionale capace di ottemperare a modelli di governance integrata che prevengano la proliferazione di servizi ispirati da logiche competitive e autoreferenziali"Stefania Sabatinelli per il Politecnico di Milano - "I sistemi locali di welfare influenzano la partecipazione femminile al mercato del lavoro, ripercuotendosi sulla coesione sociale e sulla sostenibilità del modello sociale europeo"Pierpaolo Donati per l'Università di Bologna - "Il principio di sussidiarietà è il fondamento del nuovo welfare, il quale deve conservare un impianto universalista, ma deve dirigere le risorse pubbliche per finanziare non già – come avviene oggi – i soggetti di offerta dei servizi di welfare, bensì i soggetti di domanda degli stessi"Amelia Frascaroli per il Comune di Bologna - "E’ necessario costruire un disegno unitario con i cittadini perché vi sia una progettazione nuova e condivisa sul futuro del welfare".

La sessione pomeridiana, moderata dal Sociologo dell’Alma Mater Alessandro Martelli, si è poi spostata sul tema dellanuova imprenditorialità. Numerosi e davvero articolati i contributi dei relatori, con Teresa Marzocchi per la Regione Emilia Romagna - "Altre forme di sostenibilità sono possibili solamente attraverso una compartecipazione equa con enti locali e cittadini, per passare dal welfare municipale al welfare comunitario"Giulio Ecchia per l'Università di Bologna - "Quale che sia la finalità di un’Organizzazione, mutualità, scopo di lucro, interesse pubblico, la responsabilità sociale è un investire di più, con la logica da un lato di contribuire allo sviluppo sostenibile, dall’altro di aumentare la competitività dell’impresa"Alessandra Perrazzelli per Intesa San Paolo - "Le donne incontrano ancora grandi difficoltà nell'accedere ai capitali, sono meno portate a sfruttare ilnetworking e nella maggior parte degli stati europei non hanno accesso a servizi di cura adeguati e accessibili per l'infanzia e gli anziani a carico che permettano loro di conciliare serenamente vita lavorativa e vita famigliare"Gianantonio Farinotti perWelfare Italia - "Territorialità, partecipazione, governo, personalismo comunitario, mutualismo e riqualificazione dell’esistente come condizioni indispensabili per rilanciare una nuova idea di welfare"Martina Masi per il Consorzio SIC - "Il nostro obiettivo è sviluppare nel territorio la pratica dell'imprenditorialità sociale, allo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini, proponendo una gestione innovativa dei servizi sociali attraverso attività finalizzate a creare reali opportunità di lavoro per persone a rischio di emarginazione"Daniele Frigeri per CESPI - "La microfinanza può essere uno strumento importante di inclusione finanziaria che risponde alle nuove sfide. Serve un approccio che includa l’anello mancante: accumulo e protezione del patrimonio"Luisa Brunori per Grameen Italia Foundation - "Il microcredito propone una relazione individuo-gruppo di tipo win win, basata su creatività, responsabilità e reciprocità".

Venerdì 30 marzo, il dibattito si è concentrato sul rapporto tra welfare e innovazione. Questa prima sessione ha visto la partecipazione di alcuni ospiti d’eccezione: il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra - "Siamo abituati a pensare al settore del Welfare come al campo dell’assistenza, del bisogno estremo, ma esso è portatore di vastissime possibilità di innovazione, una fra tutte il social housing", il Pro Rettore per la Didattica e la Formazione dell’Università di Bologna Gianluca Fiorentini"I servizi di welfare vedono lo Stato allontanarsi progressivamente dalla loro gestione diretta mentre si fanno sempre più largo forme di collaborazione pubblico-privato, soprattutto in campo sanitario", l'Assessore alla Scuola della Regione Emilia Romagna Patrizio Bianchi"Il Paese può rilanciarsi e crescere solamente se esiste un sistema di imprese che crescono, non pochi e isolati esempi di eccellenza ma una vera rete di eccellenze" e l'economista della Bocconi Tito Boeri"Spetta allo Stato tutelare e presidiare i servizi di welfare, integrandoli attraverso la sussidiarietà dei soggetti privati".

Nel pomeriggio, è toccato a Daniele Donati-Sociologo all’Alma Mater e Presidente del Comitato Scientifico per il Piano Strategico Metropolitano di Bologna, coordinare l’ultima sessione delle due giornate, dedicata ai nuovi rischi sociali. Ha subito preso la parola Barbara Graglia per il Comune di Torino - "E’ importante ridefinire il rapporto tra diritti e tutele, tra flessibilità e produttività in cambio di servizi per la collettività", seguita da Francesco Saverio Violante per l'Università di Bologna - "Promuovere la work-ability, ovvero la capacità di essere produttivi nell’attività lavorativa, è un fondamentale interesse delle società più anziane per rimanere competitivi nel mercato globale"Gian Luigi Covili per Nordiconad - "Le autorità locali fanno la loro parte nell’incentivare le imprese che perseguono attività di responsabilità sociale come occasione di crescita, coesione e inclusione per il territorio?"Marco De Ponte per ActionAid - "L’innovazione del welfare deve ripartire dalla partecipazione informata, consapevole e reale dei cittadini. In un contesto di risorse scarse è infatti essenziale definire dove le risorse vengono collocate e farlo nel massimo della chiarezza"Giampaolo Gualaccini per CNEL - "Occorre ripensare e ridefinire il passaggio dalwelfare-state a un welfare-mix, fatto di reti, corpi sociali intermedi, risorse invisibili ma cruciali per la soluzione di problemi che né i governi né il mercato possono risolvere da soli"Asher Colombo per l'Università di Bologna, che ha concluso il programma degli interventi disquisendo delle politiche di controllo migratorio in Italia e degli elementi che incidono sulla loro regolamentazione ("meccanismi di auto perpetuazione, strutture politiche liberali, forza delle burocrazie statali, domanda di lavoro").

I contributi, le sollecitazioni e le riflessioni emerse nel corso delle giornate di lavoro saranno raccolti in un "quaderno" a disposizione degli operatori del settore e di tutti coloro che manifestino interesse ai lavori del Tavolo FAREWELFARE.

Si ringrazia per il sostegno all’iniziativa: ActionAid, AILES, AIDP, Alfa Wassermann, COESIA/G.D, Comune di Bologna, CSAPSA coop.soc., Day Ristoservice, Emilbanca, IKEA, Impronta Etica, Intesa San Paolo, La Strada coop. soc., Legacoop Bologna, ManagerItalia Bologna, Prometeia, Provincia di Bologna, Terra dei Colori coop.soc., Valore D.

Informazioni

Cristiana Vignoli
Responsabile Area per la Ricerca e l'Innovazione
tel. 051/2091991

c.vignoli@fondazionealmamater.it